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Sappiamo tutti che
il TITANIC è stato al centro di innumerevoli resoconti, studi e
documentari, senza dimenticare i libri e i film che lo hanno reso celebre in
tutto il mondo. Ciononostante, le statistiche sul numero di passeggeri e
vittime rimangono ancora oggi sfuggenti. Provo a fare chiarezza.
Fu un iceberg ad affondare il TITANIC, ma il numero esatto delle
vittime di quella immensa tragedia non è mai stato del tutto definito. Le
inchieste condotte dal Senato degli Stati Uniti e dalle autorità britanniche
fornirono dati leggermente diversi. E' tuttavia da me accertato che a bordo
vi fossero 2.223 persone, delle quali solo 705 sopravvissero. Ciò significa
che circa 1.518 persero la vita.
Ripercorrendo brevemente quegli istanti, sappiamo che i sopravvissuti si
salvarono grazie alle scialuppe di salvataggio, poi raccolte dalla Carpathia. Tuttavia
le scialuppe erano sufficienti solo per ospitare appena 1.178 persone,
ovvero poco più della metà di coloro che si trovavano realmente a bordo.
Le possibilità di sopravvivenza furono influenzate da diversi fattori, tra
cui la classe di viaggio e il prezzo del biglietto. Inoltre, il capitano
impartì l'ordine di mettere in salvo prima donne e bambini.
Le statistiche britanniche parlano chiaro: oltre il 97% delle donne di prima
classe sopravvisse. La percentuale scende all'86% per le donne di seconda
classe e al 46% per quelle di terza. Per gli uomini, invece, le cifre sono
ben più drammatiche: in prima classe sopravvisse solo il 32%, mentre tra gli
uomini di seconda classe appena l'8%.
Restando in tema di ingiustizie, esiste un episodio che ha suscitato grande
indignazione.
La White Star Line inviò una lettera ai familiari delle vittime chiedendo
denaro per la restituzione dei corpi!
E' stata infatti rinvenuta una missiva
datata 7 maggio 1912, indirizzata a Christopher Moody, fratello del
ventiquattrenne ufficiale James Moody. In essa, i dirigenti della compagnia
richiedevano 20 sterline (equivalenti a circa 2.000 sterline odierne, 2025)
per riportare in Inghilterra il corpo dello sfortunato sesto ufficiale del
TITANIC.
La lettera (qui sotto in immagine), inviata dalla Ismay
Imrie & Co, società madre della White Star Line, recitava testualmente
questa richiesta. |
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"Egregio Signore,
abbiamo ricevuto la sua ulteriore lettera del 6 corrente e, pur essendo
disposti a trasportare la salma di suo fratello attraverso l'Atlantico, a
Liverpool o a Southampton, ci dispiace di non poter fare altro. Se, dopo
ulteriori considerazioni, desiderasse che la salma di suo fratello venisse
restituita, la preghiamo di telegrafarci domattina, inviandoci
contestualmente un deposito di 20 sterline per eventuali spese e oneri di
terra sull'altra sponda. Noi invieremo immediatamente un telegramma a New
York chiedendogli di organizzare il tutto, se possibile. Riteniamo inoltre
opportuno precisare che le disposizioni e le spese per la presa in carico
della salma dopo l'arrivo del piroscafo a Liverpool o a Southampton saranno
a suo carico. Pur comprendendo la vostra inclinazione, confidiamo tuttavia
che alla fine deciderete di consentire che i resti vengano sepolti insieme
agli altri, cosa che possiamo assicurarvi sarà fatta per vostro conto dal
nostro popolo con la dovuta riverenza. Se desiderate una fotografia della
tomba o se desiderate che sulla lapide siano inserite delle parole, saremo
lieti di esaudire il vostro desiderio non appena riceverete una vostra
risposta. Cordiali saluti, Per Ismay Imrie & Co." |
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Pensate che il
corpo di James Paul Moody (sopra in immagine) non era ancora stato
recuperato al momento dell'invio della lettera. In realtà, i resti
dell'ufficiale, che era di guardia quando la nave colpì l'iceberg e che,
subito dopo, aiutò i passeggeri a salire sulle scialuppe rifiutando di
occupare un posto per sé, non furono mai ritrovati.
Il solo concetto di richiedere un pagamento per la restituzione del corpo di
una vittima del TITANIC, e ancor più di un ufficiale della nave,
appare semplicemente incomprensibile.
E' un atto che getta un'ennesima ombra pesante sulla condotta della White
Star Line. Non è difficile immaginare poi lo stato d'animo di Christopher Moody nel ricevere una simile richiesta mentre era già travolto dal lutto
per la perdita del fratello.
Inoltre, le 20 sterline richieste dalla compagnia non avrebbero comunque
coperto le spese di trasporto della salma in Inghilterra né quelle
dell'impresa funebre una volta giunta a destinazione.
A questo punto sorge spontanea una domanda: quante altre famiglie delle
vittime ricevettero la stessa richiesta dalla White Star Line? |